UNA STORIA SILENZIOSA

Si sono sposati stamattina. Lei 60, lui 71 anni.

Laura è la mia dirimpettaia da sempre. La sera, dopo che io metto a letto i bambini e lei ha finito di rassettare la cucina, ci affacciamo al balcone per una sigaretta e chiacchieriamo. Qui da me, nel centro storico, è quasi prassi. Il vicinato lo conosci e lo vivi. E non hai bisogno di whatsapp perché hai il balcone o la strada.

Laura mi parla sempre di “lui”. LUI non ha un nome. Non l’ho mai saputo e mai oserei chiedere. Non ha nemmeno un volto, tanto che mi è capitato spesso di pensare che Laura lo avesse inventato come fanno i bambini con gli amici immaginari.

LUI ha sempre vissuto in un’altra casa, chissà dove e chissà perché. In questo ménage misterioso non ci sono figli, nonostante stiano insieme da vent’anni, perché loro amano i gatti. Laura ha sempre un gatto che le struscia le caviglie mentre parliamo al balcone.

Dopo tanto tempo hanno deciso che forse la loro vita da pendolari amorosi poteva finire. Laura la vedevo partire la sera col borsone e un borsellino piccolo. Nel mio immaginario portava via un paio di cambi e spazzolino e dentifricio. Una donna con coraggio. Se per vent’anni riesci a non invadere uno spazio nemmeno con lo spazzolino hai tutta la mia ammirazione.

LUI è andato in pensione l’anno scorso. Da qui la decisione di aiutare lei nell’ingrandire un po’ la casa e “fare spazio” a nuovi mobili.

Avviene il trasloco. Credo di notte. Nessuno si è accorto di nulla. Solo lei la sera, nella nostra pausa, mi comunicava l’avanzamento lavori. I muratori hanno quasi finito…la tinta è quasi asciutta…ho la cucina piena di polvere…sta portando qua tutti i libri…non trovo più niente !

Dopo una vita da finta single, l’arrivo di un uomo come LUI deve essere stato un cataclisma.

Me li immaginavo finalmente insieme. Lei a finire di sistemare la cucina e LUI sul divano con qualche librone aperto sulle ginocchia. Chissà che faccia ha…

Avranno parlato e fatte le dovute considerazioni, tant’è che un mese fa, con una mano sulla fronte e il sorriso imbarazzato mi dice “ci sposiamo”.

Ho avuto un tuffo al cuore. La mia Laura si sposa!

Per l’occasione hanno passato la notte divisi, come fidanzati di altri tempi. Ieri sera di sigarette ne abbiamo fumate due. Nervosa Laura. Preoccupatissima di risultare patetica.

Le ho espresso la mia stima. Per me oggi hanno compiuto il passo migliore: il suggello di un amore consapevole e adulto. Quaranta invitati, un pranzo semplice e una serata di festa. Forse dovrebbe essere proprio così.

Un amore senza chiasso. Un matrimonio pensato e voluto. La celebrazione in festa vera.

Stasera sul balcone sarò da sola ma avrò la compagnia di una giornata tutta da immaginare, in attesa che me la racconti lei.

Buon viaggio Laura. Ti voglio bene. E oggi, col cuore, ti invidio un po’.

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