OLTRE

Anno Duemilasedici

Roma

” Epidemia dolosa e lesioni gravissime “

Se ne riparlerà a marzo di Valentino Talluto, trentaduenne sieropositivo, poiché rinviato a giudizio. Viene arrestato nell’inverno scorso, ma agisce indisturbato dal 2006. Accertati 57 contagi, compresi quelli indiretti, tra cui alcuni partner e un bambino.

Ovviamente non tutte le donne coinvolte si sono rivolte alla magistratura, dunque la cifra non è esatta.

La scusa ufficiale dell’uomo per non utilizzare i profilattici era un’allergia agli stessi.

” Spero di essere perdonato, ero sicuro di non fare del male a nessuno”.

E pare davvero strano, poiché l’adescamento avveniva tramite chat, con esplicite richieste di atti sessuali non protetti.

Dal sito della LILA ( lega italiana per la lotta all’AIDS ):

” Il virus Hiv si può trasmettere solo e soltanto attraverso i seguenti liquidi biologici:

– sangue 

– sperma e secrezioni vaginali

– latte materno

[…] e dunque :

– con l’ingresso di sangue nell’organismo, da persona infetta a sana

– attraverso rapporti sessuali non protetti da preservativo

– dalla mamma al bambino durante la gravidanza, il parto e l’allattamento “

La modalità di infezione più diffusa continua ad essere la trasmissione sessuale e riguarda l’80% delle diagnosi.

Di questo terrorista sessuale ha da occuparsi la legge, che prevede al momento la proposta di vent’anni di carcere. E personalmente mi sembrano pure pochi.

Ma le vittime?

Sono tutte donne relativamente giovani che utilizzano con una certa facilità i mezzi tecnologici.

Mi domando : può una donna, oggi, cascare nella banale trappola di un untore delirante?

Evidentemente sì.

Un pazzoide entra in chat deciso a punire il mondo femminile. Seleziona la vittima con chissà quali criteri ( una bella foto? l’età ? il suo essere single?) e clicca invio dopo un banale primo messaggio.

Dall’altra parte dello schermo una donna giovane, a volte impegnata, in caccia di amicizia, amore o emozioni trasgressive, risponde.

Diciamolo : ci è capitato almeno una volta.

Ma è solo quando si inizia ad andare “oltre” che le antenne dovrebbero alzarsi. E invece queste vittime ci sono cascate, e pagheranno l’errore molto più a lungo di quanto toccherà a Valentino. Lui salda i conti in vent’anni, loro patiranno tutta la vita. Non solo perché ora sono malate come lui, ma soprattutto perché la malattia l’hanno accolta a braccia aperte.

Le scelte sessuali non sono mai giudicabili. Ma quando si parla di uno sconosciuto, di un qualcuno di cui non si sa davvero nulla, la prudenza dovrebbe essere obbligatoria. Soprattutto quando la richiesta di “non protezione sessuale” è tanto esplicita.

Teniamo così poco alla nostra vita? Davvero non siamo consapevoli dei rischi? Abbiamo così bisogno di adrenalina da buttarci tra le braccia di un carnefice?

L’informazione c’è. Ed è alla portata di tutti.

Cosa ci spinge fino a questo punto?

L’abbattimento delle barriere di timidezza e pudore, l’innamorarsi di un’idea o di un sogno, la ricerca di attenzione e ascolto, il vuoto di una vita che non ci regala sufficienti affetti. È questo?

Una chat può avere risvolti positivi o essere una tragedia enorme.

Nel 2016 non saper “annusare” il pericolo è grave. Come è grave l’incoscienza di esporre se stesse e poi indirettamente le persone che abbiamo accanto ad una malattia ancora troppo diffusa.

Per cosa? Per un brivido trasgressivo?

In Italia il 70% degli utenti in chat sono donne di età compresa tra i 20 e i 45 anni, con una buona posizione socioeconomica e, nella maggior parte dei casi, con una relazione stabile.

Riflettiamoci su.

Provando a capire chi c’è dall’altra parte dello schermo.

” La vera storia è che non facevo del sesso sicuro. È solo questo. È semplice. “

Magic Johnson

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