UNO DI NOI ? 

Battute sprecate per un bersaglio a dir poco facile. 
Oggi dare dell’idiota a Lapo Elkann era davvero semplice, e devo dire, nessuno ha risparmiato nulla. In poche ore il rampollo quarantenne è diventato idolo indiscusso del web, grazie all’ennesima impresa, messo alla gogna anche dall’ultimo dei pescivendoli. 

Forse riderne è liberatorio? 

Il sentimento che quest’ uomo provoca nell’italiano medio è probabilmente di fastidio

Ancora giovane, sfrontatamente ricco, bello il giusto, eccentrico quanto basta per rimanere sempre sulla breccia dell’onda. Si veste come un daltonico all’ultimo stadio ma fa tendenza. Dice ” occhiali” e ne nasce una linea stramba quanto lui, ma che fa soldi. Altri soldi. Conosce la miglior biondina del cinema e in un attimo ci naviga in mezzo al mare immerso in quintali di caviale e champagne. 

Dove mette i piedi, nascono dobloni d’oro. Il tutto condito da un gossip che lo ritrae splendido e splendente. 

Uno così, per il maschio italiano, è un tormento, signori miei! 

Anche perché diciamolo, nel delirio della sua vita, ha avuto un paio di intuizioni mica male. 

Tu vorresti essere lui? 

Io no. 

Perché Lapo ( tanto oramai è di famiglia e lo chiamiamo così ), vive da sempre in rincorsa. In una famiglia quadrata e asciutta. Con un fratello leader che sarebbe pesante per chiunque. Con aspettative addosso che toglierebbero il sonno pure ai morti. 

Credo abbia pure tentato in qualche modo di trovare il suo posto nel mondo, ma quando è la tua stessa famiglia che parla di te come “problematico” non puoi che diventarlo. 

Scappatoie? La trasgressione. Alcool, droga, escort, transessuali… 

I giornalisti non vedono l’ora di avere la notizia calda. Il tema solletica gli animi… Perché ? 

Da una parte i moralisti bacchettoni, per i quali siccome Lapo incarna il dio denaro in terra e potrebbe soddisfare in modo sano ogni suo desiderio, allora è uno schifoso, un cretino, un idiota. E poi ci sono gli altri, quelli che pensano ” finalmente“. E godono nel metterlo in croce, ma ridendo. Da dio – a umano – in un clic. Lapo atterra tra il popolo che inneggia a gran voce “uno di noi”

Vi identificate? In cosa? 

In uno che si sbronza fino a perdere la ragione? Sicuramente vi è capitato.

In uno che si sniffa anche l’anima? Facile anche quello, visto che oramai è un trend popolare. 

In uno che va a trans? 

Ah no. Quello no. Sia mai!

Abbiamo le città piene di offerta ma non ci va nessuno coi trans…

Allora davvero è “uno di noi”

O forse è ancora un “vorrei essere lui” ?

Ricco, famoso, conduce una vita al limite, e ottiene pure consensi. Un bel modello! 

Qualcuno si domanda perché in effetti un uomo del genere arriva a questo? La storia della sua famiglia non vi suggerisce nulla? 

Non lo immagino né felice né orgoglioso. Non ci riesco. 

A breve verrà sicuramente “riabilitato” dalla stampa e si defilerà per un po’. Fino al prossimo, disperato, eccesso. 

Uno di noi? Un idolo, addirittura ? 

Mah. 

Uno dei più goffamente tristi. 

Forse. 

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9 thoughts on “UNO DI NOI ? 

  1. Non resisto, devo dire la mia…..
    Questo soggetto è il prototipo dei figli di papà e di famiglia. Ai suoi simili, con i quali di volta in volta mi sono trovato a interagire, ho sempre opposto fatica, volitività e lavoro a testa bassa. Eppure non riesco a non provare pena, compassione e solidarietà. Come ha detto qualcuno più importante ai censori di turno: “scagli la prima pietra chi è senza peccato….”

  2. Purtroppo per uno come lui non è difficile essere circondato da “amici” che fanno di tutto per godersela alle sue spalle. Lui lo sa bene e se ne guarda ma non è così facile.
    Quanto alle intuizioni aggiungerei la 500 moderna che tanto inorgoglisce gli italiani perché senza di lui non sarebbe stata sviluppata. La famiglia mal sopportava anche lo zio Edoardo e ancora continua ad ignorarne la memoria…l’unico a ricordarlo è proprio Lapo.
    Soldi a parte, che oramai sa fare anche da solo, la vera ricchezza di Lapo è il suo cervello da artista vero che è anche il primo obbiettivo di chi lo odia. Io non lo odio e nemmeno lo derido. Le notizie su questi personaggi valgono più della loro vita, come la vicenda di Marco Pantani insegna, processato, giudicato è condannato a mezzo stampa… La sentenza capitale però hanno preferito che la eseguisse di sua mano. Ah! Era innocente!

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