BANDO ALLE TETTE

Non so bene come sia successo.Fatto sta che una mattina, penso intorno ai dodici anni, mi sono svegliata esattamente come sono oggi. 

Non so bene come sia successo ma ricordo che non ne sono stata per niente felice. 

Alta un metro e zero, un quantitativo di brufoli e baffi che ci voleva un miracolo, e loro : le tette

Non so bene cosa sia successo ma a un certo punto hanno preso il via, e dall’essere due punti a caso sul mio corpo, sono diventate un’ingombrante quarta misura. Lo ricordo come il peggior periodo della mia adolescenza. 

Le mie compagne di scuola erano delle felici tavole da surf, non conoscevano ancora gli sguardi curiosi dei maschi in piena ondata ormonale che ci circondavano, e saltellavano gioiosamente in palestra senza doversi preoccupare dell’onda d’urto che arrivava fino in bidelleria scatenata dal movimento inconsulto delle mie nuove compagne di vita. 

Tanto che arrivata alle superiori la scelta è stata semplicissima. Diventare maschio

Con mia madre sono andata a comprare una sorta di busto schiacciante che avrebbe appiattito anche il mio umore, e ho iniziato a saccheggiare i cassetti di papà. 

Pantaloni giganti. Camicie giganti. Maglie a collo alto. Anfibi militari. Profumo da uomo.

Vano tentativo di nascondere la zavorra sul mio petto, a costo di risultare un armadio quattro stagioni. 

Per qualche magia alchemica un altro essere umano, maschio, disagiato e puzzolente quanto me, a un certo punto si accorge del mio vivere. Ci fidanziamo a ritmo di balli lenti e baci non dati, e col candore di un imberbe novello dell’amore svolta la mia esistenza con una frase che non potrò mai dimenticare : ” Avrai anche un carattere di merda, ma hai due tette…”. 

La psicologia ha sobbalzato tutta in coro e i mille discorsi familiari che intonavano rassicurazioni di ogni genere non avevano più ragione di esistere. Amava me e le mie tette. E potevo pure essere stronza. 

Meraviglia. 

Non mi sono mai servite a niente altro, onestamente, perché non ho nemmeno allattato i bambini. A onor del vero, tanta mercanzia non ha prodotto mezza goccia di latte. Le ho vissute come un accessorio per un po’, a fasi altalenanti, fino ad accettare senza troppo pensarci che c’erano, e che di scollatura o maglie aderenti non sarei morta. 

Fino a qualche settimana fa. 

Scorrendo tra una notizia tragica, un omicidio, un referendum e una crisi planetaria, ecco il verdetto serio della Bibbia delle donne. Vogue UK, il testo sacro delle fashion blogger, l’oracolo delle adepte della moda, il faro delle femmine di tendenza, ha parlato : basta scollature in vista

Cosa? 

Ho impiegato quasi trent’anni a non vergognarmi come una ladra di cotanta abbondanza pettorale e ora me la fate nascondere? 

Eh no! 

La notizia ha smosso delicate coscienze al punto che la redazione della famosa testata ha lanciato un sondaggio. E il mondo femminile delle tettoniche modaiole li ha brutalmente ricoperti di insulti, per cui a furor di popolo si è decretata la volontà femminile di esporre il proprio morbido balcone a piacimento. 

L’unica cosa che mi viene da pensare è che dietro lo schiaffo morale dato alle donne generosamente mediterranee ci sia un uomo che non è mai riuscito a conquistarne una. Turbato dalla vista di femmine emancipate che decidono liberamente quanti centimetri di pelle esporre, avrà pensato di darci un taglio e imporre una moda castigata. 

Signori di Vogue. Vi spiego una cosa. 

Le lotte delle donne sono servite ad arrivare a tanti e ben più importanti traguardi. Compresa l’accettazione del proprio corpo. E laddove qualcosa di noi proprio ci tolga il sonno, interviene la scienza chirurgica. Poi ci sono le donne che il seno lo vorrebbero, ma per salvarsi la vita lo hanno dovuto togliere. E queste donne le martelliamo con infusioni di autostima, perché hanno giustamente bisogno di sentirsi dire che sono femmine lo stesso e belle quanto le altre. 

Signori di Vogue. Vi spiego una cosa. 

Nessuno ha da dirci come gestire il nostro corpo in funzione di ciò che è moda oppure no. Anche perché se dovessi vestirmi con ciò che proponete come trend dell’anno, non uscirei più di casa. 

Ma avete visto come conciano le modelle? Dovremmo vestirci così ? Ma per favore.

Si torna indietro? Perché se ancora pensiamo che per difendere o tutelare le donne le si debba coprire allora non ci siamo proprio… 

Dal blog di Vogue : ” Tante tendenze arrivano dalla strada e quando cammini […] capisci quanto la moda guardi alla strada. […] mai nulla di ovvio e banale, ma frutto di una personale ricerca. Questo significa fare tendenza “

Ecco. Quelle per strada siamo noi. La nostra personale ricerca passa spesso per il piccolo negozio o la bancarella. Ma soprattutto, scegliamo di indossare quel che ci pare, moda o meno, scollato o meno. 

Aggiornatevi signori.

Che qui, per strada, dove i problemi sono ben altra cosa, ci si veste ancora a proprio gusto. E le rivoluzioni sessuali hanno ben altre direzioni.

Per fortuna, direi. 

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9 thoughts on “BANDO ALLE TETTE

  1. Per me le tette, una seconda semplicissima, sono sempre state un accessorio da portare con leggerezza. ..
    Mi hanno permesso di allattare tre figli, di cui due in tandem, e di non sentirmi mai inadeguata, con o senza scollature.
    Non le cambierei.
    L’abbondanza non so cosa sia… 😊

  2. Ecco… io sono una di quelle a cui il miracolo non è mai capitato… manco per sbaglio… nemmeno in gravidanza, nemmeno dopo… mai… a me le tette difettano.
    O meglio, erano partite bene ma lì, alla prima misura, alla coppa A, lì si sono fermate.
    Ho sempre invidiato le donne che il seno lo avevano, ho sempre pensato si ritenessero migliori di me, o almeno avessero meno timori ad esibire le scollature.
    Poi vennero i santi push-up; poi vennero i 40 e le mie stanno ancora belle alte, poi venne l’autostima legata ad altri fattori e ho smesso di farmene un cruccio, chissenefrega, ne ho poche e basta.
    Ora scopro anche che sarei una privilegiata???

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