SENTINELLE DIGITALI

Mentre festeggiavo Natale e mi preparavo al Capodanno, ero completamente ignara del grande disagio esistenziale che affliggeva una considerevole fetta della popolazione. 

No. Non parlo della crisi.

No. Non parlo della situazione politica. 

No. Non è la questione del lavoro o della precarietà. 

In questi giorni un grido accorato ha ingrossato l’ugola di Massimiliano Padula, presidente dell’Aiart.

Ma come ” chi è ?”

Questo signore è a capo dell’Associazione Italiana Telespettatori ( andate a consultare il loro sito, è davvero divertente… ndr ), che nasce per “Tutelare gli individui, in particolare i minori nel campo della comunicazione mediale e digitale”

Gente seria insomma. 

Il Presidente non può ovviamente visionare il palinsesto televisivo da solo, dunque si affida a una capillare rete di adepti disposti a torturare i loro occhi con vari programmi, tra cui quelli di Rai 3. E cosa scoprono le sentinelle mediali?

Una verità sconvolgente

La satanica Daria Bignardi ha infatti osato inserire tra il Tg e Un Posto al Sole le repliche di ” Stato Civile – l’amore è uguale per tutti”. 

Devo ammetterlo. Non l’ho visto.

Ma dall’articolo di Marco Deriu, giornalista di Famiglia Cristiana, ho subito capito che la mia tutela digitale era in pericolo.

E così, tra la messa di mezzanotte e i brindisi di fine anno, scoppia il merdone di Natale.

Sappiamo tutti che la famiglia tradizionale mangia cena con la TV accesa. Non vola una mosca e si sta attenti alle notizie del Tg. La cronaca è infatti adatta a tutte le età. I bambini vanno educati a conoscere gli orrori del mondo fin da piccoli!

Tanto a tavola non si parla, e che la cena sia almeno produttiva dal punto di vista dell’informazione.

Queste disciplinate famiglie non guardano Rai 3 perché sono di sinistra ( Rai 3 è ancora dei comunisti, vero?), ma perché aspettano LA PUNTATA : Un Posto al Sole. 

Anche questo programma non l’ho mai visto. E ho deciso di non aprire nemmeno il sito, vivrò lo stesso. Credo sia una sorta di soap all’italiana, con sfondi aragosta e tende gialle nei salotti. 

Insomma. Tra il momento serio del Tg e quello serissimo della soap, la direttrice infila il docu-gay

Orrore.

Padula e le sentinelle si indignano. Deriu, dalle pagine del giornale più rubato nelle chiese d’Italia, sposa immediatamente la causa ( con rito cattolico, ovviamente). Serpeggia l’idea del complotto.

I gay… a Natale… non si può sentire! 

” La scelta di Rai 3 di inserire nel preserale di questi giorni le repliche del programma delega alle famiglie una responsabilità in più nella valutazione dell’adeguatezza di contenuti e forma alla sensibilità spettatoriale dei più piccoli “. 

Insomma! Come dar torto all’ illuminato giornalista! 

Ai bambini puoi spiegare tutto, soprattutto quello che vedono al Tg : le guerre, le bombe, i terremoti, i morti, babbo natale che non esiste, la violenza, i preti pedofili…

Ma gli omosessuali no!

Noi povere famiglie, dobbiamo far chiarezza proprio su tutto? Riusciamo a non far impressionare i nostri piccoli per tantissime immagini, ma due uomini che si sposano, che imbarazzo! 

Che gli vuoi raccontare? Che è amore? Che è natura? Che è normale

E se a forza di parlargliene diventa gay pure il bambino? Oddio, no, che incubo. 

Non si dica comunque che qua si fa polemica e basta. L’associazione, propositiva per statuto, lancia subito un’idea geniale : facciamo un documentario sulle famiglie eterosessuali. Precisiamo : sposate.

Oh. Finalmente! 

Onestamente ero preoccupata di una futura invasione di documentari omosessuali. Perché dal docu-gay al cartone animato con protagoniste lesbiche, alle quattro del pomeriggio, è un attimo. 

Come va a finire lo sappiamo tutti. La TV dell’infanzia ti segna. Può cambiare il corso di una giovane e innocente vita. Lo dimostra il fatto che chi come me guardava Pollon, oggi sniffa. Chi tifava per Lupin è in galera. I seguaci di Chobin sono tutti in psichiatria. E i fan di Lady Oscar… beh… ecco, quelli sono transessuali! 

Dunque, siamo tutti d’accordo : cena, Tg, spegnere TV, riaccendere dopo 30 minuti circa, un posto al sole, ruttino e tutti a nanna. 

Anzi, ancora meglio. La soap la registriamo e guardiamo Rete 4. Così andiamo sul sicuro. 

Spieghiamolo ai bambini. L’amore non è uguale per tutti. 

E nemmeno il cervello

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