EUTANASIA E ITALIAN STYLE. L’indignazione che dura 24 ore. 

“È incredibile che si debba infrangere una legge per veder rispettati i propri diritti”.
La frase riempie da giorni la bocca di tutti.

I media portano alla ribalta il tema dell’eutanasia e gli italiani si indignano.

Prepotentemente. 

Siamo un popolo curioso…

Che si anima a sprazzi, per poi tornare beatamente al proprio normale dormire.

Lo spiegava già molti anni fa Felice Lima che vedeva, come sta avvenendo in questi giorni,molto evidente il divario tra teoria e pratica.

Nella teoria ( ciò che fa muovere la nostra coscienza comune ) si ricerca la giustizia, il rispetto delle regole e del prossimo, mentre nella pratica vi è la prassi, quel ” funziona così “ che arriva quasi al paradosso. 

Nella vita degli italiani prendono sempre più piede le regole non scritte.

Vogliamo le strade sicure e punizioni adeguate per i pirati della strada, ma poi dotiamo le macchine di aggeggi che intercettano gli autovelox, non paghiamo le multe, non mettiamo le cinture o beviamo sperando di non trovare la pattuglia.

Pretendiamo una sanità eccellente ma chiediamo al nostro medico un certificato al telefono, magari lasciato al frutta e verdura del piano terra, così non si deve nemmeno parcheggiare.

Pretendiamo che il servizio pubblico funzioni, ma se lavoriamo in quel sistema non ci facciamo grandi problemi ad allungare una pausa caffè. 

Vogliamo servizi all’altezza delle nostre grandi aspettative ma a pagare le tasse facciamo fatica, più per principio che per altro.

Siamo dipendenti pubblici e urliamo che le tasse ce le tolgono dallo stipendio, quindi siamo onesti, ma non è grave se poi arrotondiamo con lavori extra, esentasse.

Abbiamo le città sporche, Uh ! quanto ci dà fastidio. Ma la carta per terra la buttiamo. Un gesto rapido, che nessuno veda. 

Amiamo gli animali, abbiamo il cane, lo adoriamo, ma che fatica raccogliere i suoi escrementi da terra.

Non troviamo parcheggio? Piuttosto che pagare il biglietto ( o fare dieci passi a piedi) ci mettiamo in tripla fila, con le quattro frecce. 

Perché ? 

È l’Italian Style.

Per cui il politico che ottiene un favore deve morire, ma la nostra telefonata per raccomandare un parente o un amico è sacrosanta.

Ci riteniamo così liberi, oramai, da poter addirittura confessare i nostri “raggiri” facendone vanto. E quando li spieghiamo, ci teniamo a specificare che qualcosa di peggio esiste. 

È l’apoteosi del non problema. Per cui siccome la regola è fastidiosa per tutti, la si infrange tutti allegramente. 

Nonostante questi comportamenti siano sotto gli occhi di chiunque, tutti i giorni, ci si sente onesti

Nonostante il commentare in modo astioso qualunque notizia, non ci si sente razzisti.

Nonostante non si legga un giornale, non si conoscano le vicende o i fatti, ci si sente informati.

Poi.

La TV.

Che solleva un tema importantissimo. Un argomento di cui si fa fatica a parlare, anche perché intimo e delicato : la morte volontaria. 

Tutti a schiena dritta. Tutti pieni di solidarietà, arrabbiati, addolorati. 

Senza pensare che dietro a queste lotte, tanto sotterranee quanto fondamentali per una società che voglia definirsi un poco evoluta, ci sono persone che lavorano ogni giorno. E che arrivano al punto di autodenunciarsi per istigazione al suicidio per creare un precedente che possa potenzialmente aiutare tutti. 

La loro lotta va avanti senza urla e senza paroloni, con la fermezza di crede davvero che anche un singolo possa fare la differenza

Che è proprio ciò che dimentichiamo noi.

Continuando a pensare che “se non succede a me non importa”. Perché solo quando un problema ci riguarda da vicino ci interessiamo. E questo “vicino” sta incredibilmente diventando “quello di cui tutti parlano”. 

Forse capendo profondamente che le nostre azioni, piccole e quotidiane, possono comportare grandi cambiamenti, potremmo arrivare da qualche parte. 

Perché si sa. Di eutanasia ne parleremo sì e no ancora ( forse) un paio di giorni. Poi si tornerà all’oroscopo. Al meteo. Al buongiorno. E all’aria fritta. 

” Ci salveranno le minoranze vitali, motivate e creative che svettano sul blob generale?”. 

Chissà.

Inizio a crederci poco. Ma provo a metterci impegno, ogni giorno.

E spero in un miracolo

Annunci

6 thoughts on “EUTANASIA E ITALIAN STYLE. L’indignazione che dura 24 ore. 

  1. Quanta sacrosanta verità in poche righe.
    Ci lamentiano ma non facciamo sì che qualcosa cambi!!!
    E purtroppo è anche vero che passata l’ondata mediatica di Fabo tra qualche tempo nessuno ricorderà chi fosse…e così sarà morto due volte!

  2. Bellissimo forse il più emotivamente coinvolgente che hai scritto perché è’ la verità che tutti conosciamo ma dietro la quale ci nascondiamo !

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...