PRE ADOLESCENZA. Istruzioni per l’individuazione dell’essere satanico che dorme in casa tua.

Mamma, se puoi spostarti … ci sono i miei amici … e non baciarmi.

Ve lo dico: non sono pronta.

Il taglio del cordone, giuro, l’ho fatto già alla nascita. È proprio la pre adolescenza che non avrei voglia di affrontare, ma temo di averci già messo entrambi i piedi dentro.

Sull’adolescenza so quasi tutto, anche perché ricordo benissimo la mia. È quel periodo in cui vorresti avere tra le mani i bottoni della bomba atomica per poter spazzar via l’umanità intera.

La pre adolescenza è invece quella fase di merda in cui tuo figlio o figlia devono ancora decidere con quale tortura psicologica ucciderti.

Probabilmente sanno quando ma non ancora come.

Così la sera prima gli rimbocchi le coperte mentre loro con vocina angelica implorano un “stai ancora cinque minuti” o un ” fammi i grattini sulla schiena” , e il mattino si alzano con gli occhi iniettati di sangue e digrigno di denti.

Ne ho sentito parlare di questi esseri demoniaci e trasformisti, e ho anche avuto attimi di presunzione in cui mi sono raccontata che a me non sarebbe successo …

… il mio pulcino… figurati!

E invece no! ci siamo…

Ho capito una cosa : il tempo non si scandisce più a giornate ma a quarti d’ora.

Per intenderci : ore 16 saltella in cortile, canta, balla e parla con fiori e animali stile San Francesco; ore 16.15 mi annoio, son stufo, cosa faccio e si trascina che neanche gli zombie di Walking Dead.

Ovviamente il genitore spiazzato tenta in ogni modo il recupero della situazione e propone all’ex pulcino una serie di cose che fino al giorno prima lo avrebbero fatto camminare sui soffitti dalla gioia.

Per carità …

Cosa ne dici se andiamo … mmm NO

E se facessimo … mmm NO

Vuoi che chiamiamo … mmm NO

Più che una conversazione è un monologo con massimo due risposte su cinque scandite da monosillabi.

Io in questi giorni, per dire, ho scoperto che mio figlio riesce a roteare gli occhi all’indietro di 180 gradi. Diventano bianchi per la maggior parte delle mie affermazioni insieme a un grugnito sbuffante che fatico persino a imitare.

Non nego che la tentazione sarebbe di appenderlo al muro come una natura morta, ma la psicologia che mi rimane nel cervello in questi momenti di annebbiamento mi trattiene.

Mi ripeto il mantra – dialogo dialogo dialogo!- e tento di ricompormi.

– ERRORE –

Il pre adolescente non vede l’ora. Di cosa? Di discutere!

E oltretutto, in quanto ribelle alle prime armi, ha davvero pochi argomenti e ribatte a vanvera. Si arrampica ai vetri e prepara il terreno per la guerra a venire ( leggi: adolescenza ).

Il vantaggio genitoriale sta nel fatto che almeno in questa fase i ragazzini intravedono ancora il limite da non superare e a un certo punto mollano.

E piangono.

Di nuovo pulcini. Tu trionfi per il tuo momento da monarca assoluto, e ti senti pure una merda. Mentre mi dice tu non capisci tentenno un attimo. Un po’ pena mi fa, ma poi mi riprendo, e capisco che è solo una tattica per sterminare i miei neuroni del comando.

Qui di seguito alcuni gesti che possono prepararvi all’inizio di questo meraviglioso momento satanico, per aiutarvi a cogliere anche il primo e insospettabile segnale.

1. Sbuffamento crescente e trascinamento di piedi.

2. Cos’hai? Niente ( e qui, se siete donne, conoscete il bluff)

3. Vai a lavarti! Mi sono già lavato. Allora ti annuso! [ e va a lavarsi ]

4. Lo chiami. Nulla. Richiami. Nulla. È a due centimetri da te ma non aveva sentito

5. Mutismo e fastidio a casa, cabarettista con gli amici

6. Quello fa schifo, l’altro è noia, ma soprattutto chissene. Espressione tronca di chissenefrega, che autorizza il genitore a una minaccia con rincorsa

7. Bipolarità acuta che va dall’essere un gattino indifeso ai ruggiti della tigre del Bengala.

8. Perdita totale di controllo per il genitore su abbigliamento, scarpe e capelli. Più son conciati male più si piacciono

9. Utilizzo compulsivo del cellulare. Se vuoi annientarli, togli la connessione.

10. Stupidità mista a saccenza in qualunque campo, tanto da dubitare della loro intelligenza

Esprimo qui tutta la mia solidarietà a chiunque stia attraversando questo momento. Facciamoci coraggio. Il peggio deve ancora arrivare.

Per tutto il resto c’è l’esorcista.

In foto : pre adolescente che ha pronunciato chissene e che ha appena ascoltato il discorso dell’anno di quell’acida di sua madre. Io.

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20 ANNI FA : compleanno di una visione

Vent’anni fa sostenevo l’esame di maturità.

Come nel resto della mia carriera scolastica ho discusso con la presidente di commissione e sono uscita dall’aula sbattendo la porta.

Nemmeno mi importava dei voti sul tabellone. Il giorno successivo ero dal libraio a vendere tutto ciò che avevo. Al diavolo.

Fu la prima estate in cui non lavorai e mi concessi una vacanza. Un mese di mare insieme a Silvia, in terra madre. Saltammo sulla nave col passaggio ponte, direzione Sant’Antioco, l’isola nell’isola. Il sud più sud della Sardegna.

Fu una vacanza bellissima, tra disagi di acqua che mancava in casa, concerti al porto, mangiate colossali e sabbia nera ustionante.

La sera vagavamo alla ricerca di fresco e pensavo a cosa combinare nella mia vita.

Avevo visitato un paio di facoltà universitarie senza raccogliere grande entusiasmo. Sapevo tradurre il latino e il greco, adoravo scrivere, mi nutrivo di libri e spillavo birra nei locali ogni fine settimana.

Abilità poco produttive nel voler pianificare un’indipendenza.

Al ritorno a casa, silenzio notte e acqua scura. Il buio mi porta da sempre le migliori scintille.

Cosa farai ora?

Silvia me lo chiese sinceramente.

Farò l’estetista.

Lo dissi così. Nel mezzo del mare. Con i capelli a frustarmi la faccia sul ponte umido di una nave.

Vent’anni fa tornai a casa e cercai la scuola più vicina. Che poi era una sola, a mezz’ora di treno.

Incontrai Francesca, la direttrice, stupita di questo diploma classico tra le mani. Avevo i soldi da parte per pagarmi la retta, e la giusta incoscienza per inventarmi un futuro.

Sembra che tu lo faccia da sempre, diceva Francesca mentre armeggiavo in aula seguendo un ritmo nella testa che comandava i movimenti nelle mie mani durante i primi massaggi.

Un mese dopo, il primo posto di lavoro.

Comincerai dalle basi, disse la titolare.

E lavai cessi, spolverai prodotti e mobili, appesi cappotti di clienti che mi parevano delle matusalemme, per mesi e mesi e mesi. Alla faccia della base.

La mia svolta fu il licenziarsi di una collega. Mors tua vita mea – ecco a cosa serve il latino!- e iniziai così. Appuntamenti da smaltire e la sguattera che diventa presto preziosa.

Olè!

Non mi ha più fermata nessuno.

Da allora ho fatto parecchia strada. E me la sono sudata tutta.

Sono passati vent’anni e ancora Francesca si ricorda di me. E io penso a lei come la prima persona che abbia creduto nella scelta pazzoide di una diciannovenne che segue un istinto.

Dopo vent’anni ancora ragiono così. Penso la notte e realizzo di giorno. Seguo strade poco battute per sfidare con garbo chi pensa che non sia possibile.

Mi circondo di chi anima i miei giorni con altrettanta follia. E seguo l’insegnamento di uno dei miei maestri : se ti spaventa, è la scelta giusta.

Vent’anni fa in questo giorno, sceglievo una strada sconosciuta.

Vent’anni dopo ne cerco sempre di nuove. La sfida è la mia droga. Lo stimolo è l’inventiva. La soddisfazione è la realizzazione. L’insuccesso è la molla per migliorare. Perché se viaggi a certi ritmi qualche abbaglio lo prendi, è inevitabile, ma raddrizzi il tiro e vai avanti.

Ancora adesso, dopo vent’anni, ho chi mi chiede ” come pensi di fare?” .

Con la passione. Il fuoco sacro che alimento con ogni energia. Ciò che mi tiene viva e che mi fa pensare a me stessa come a una privilegiata che fa della propria professione il motivo per sorridere.

Sono passati vent’anni e me ne auguro altri venti altrettanto fighi.

Bel traguardo. Sono felice e motivata. Come il giorno in cui ho deciso chi sarei diventata. Un’estetista visionaria e fuor di schema, che sfrutta la notte per partorire le idee di giorno.

Per fortuna ho ottimi supporti e due figli che reggono il ritmo. E la coscienza lucida che se mi rinchiuderanno per delirio, avranno pur anche ragione.

Tra i pazzi, mi troverò benissimo.

.: 20 :.