RAZZISMO PARROCCHIANO. Ebbene sì. 

Don Eraldo Serra è il parroco di Roata Canale, piccola frazione piemontese, e viene descritto come un uomo di fede alquanto moderno
Nelle funzioni religiose per le sue 1600 anime usa l’iPad, ha un account su Twitter e il profilo su Facebook. 

Proprio perché conosce in qualche modo il mondo Social, mette le “transenne” alla sua chiesa dove non lascia che vengano scattate foto durante Battesimi, Comunioni o matrimoni, e pretende comportamenti consoni durante le sue funzioni. 

Il suo piccolo paese lo guarda con rispetto e segue le sue iniziative con silenzioso stupore. 

“Non si può celebrare la Messa con decine di persone che girano per la chiesa e che fanno una marea di foto, usano il flash, salgono sull’altare, senza alcun rispetto per quanto si sta celebrando. Per cui sono stato costretto a dire stop”. 

Deciso, questo parroco.

Che si batte per la sua comunità e il suo ammodernamento, chiedendo in primis il coinvolgimento dei suoi fedeli.

Ed ecco che, grazie alle donazioni di tutti, nasce con grande gioia una nuova area dedicata all’aggregazione delle pie anime dotata persino di connessione internet, moderna e confortevole. 

Don Eraldo non ci pensa due volte e a lavori ultimati comunica la volontà di destinare i locali anche per l’accoglienza dei profughi.

Una storia meravigliosa pronta ad un lieto fine.

No.

I parrocchiani non ci stanno.

Non solo indicono riunioni e chiedono un tempestivo dietrofront al modernissimo Pastore, ma si organizzano con volantini ( anonimi, ovviamente) che affiggono in giro per il paese e infilano nelle buche delle lettere. 

I volantini lasciano poco spazio all’interpretazione.

“QUESTO NON È UN CONSIGLIO. È UNA MINACCIA. NOI I NEGRI NON LI VOGLIAMO”.

Don Eraldo nella sua bontà d’animo ha evidentemente sopravvalutato la propria comunità di anime pie. Probabilmente nel preparare la messa un qualche sabato pomeriggio, ha toccato sul suo moderno iPad la funzione “taglia” , eliminando così la possibilità di dare spiegazioni dettagliate durante la funzione domenicale sul concetto cristiano di “carità”

Quando tempo fa ha chiesto alla comunità di Roata Canale di fare un piccolo sforzo per ristrutturare i locali parrocchiali ha sicuramente dimenticato di ricordare che il Cristianesimo si basa sul profondo amore verso tutti gli uomini, sull’idea di uguaglianza tra tutti gli uomini e tra i sessi, combattendo di principio le disuguaglianze sociali, la stratificazione sociale e pure la subordinazione della donna. 

“Ama il prossimo tuo come te stesso”.

Forse Don Eraldo avrebbe dovuto ricordare: anche quando è nero.

Per gli abitanti di Roata Canale il “prossimo ” dunque è bianco, cattolico, piemontese, ma soprattutto residente in paese da almeno tre generazioni.

Non è che siano cattivi.

È che Don Eraldo a furia di star dietro a tutte le sue iniziative da benefattore ha tralasciato alcune spiegazioni importanti. Prima fra tutte quella sul razzismo, che fa un po’ a pugni con la pietas Cristiana. 

Forse dovrà anche fare due parole con le catechiste. Sicuramente non hanno ben specificato la provenienza di Gesù, che se calasse dal Cielo oggi sarebbe in prima fila tra i cosiddetti extra comunitari. 

Forse dovrà bussare a qualche porta, e far capire che se anche solo pensi ” negro” è meglio fare un giro di confessione prima della Messa. Qualcosa non va. 

Forse dovrà far passare anche la rabbia dei suoi fedeli, che se arrivano a “minacciare” con toni poco amichevoli, vanno un po’ rimessi in riga. Ci è riuscito con le foto, vuoi che non trovi un balsamo per queste anime rabbiose?

E poi magari domenica mattina potrebbe fare un bel discorso sul coraggio. Perché dal mio punto di vista una persona, ancor peggio un gruppo di persone, che perde tempo a stampare frasi simili e ad appenderle, ma si trincera dietro l’anonimato ignorante, è un qualcuno che in realtà si vergogna del proprio pensiero. 

Ogni azione, frase o pensiero ha davvero valore quando ci si mette la faccia. Quando si ha coraggio di esporsi. Quando la propria idea ha un fondamento tale da poter creare una discussione o un ragionamento. 

Se no, come in questo caso, si tratta dell’eruzione becera di draghi da osteria. Che riuniti a un tavolo vomitano razzismo, lo stampano su un volantino e lo appendono nell’unico fazzoletto di mondo che conoscono. 

Povero Don Eraldo. 

Ha tanto lavoro da fare da domani. 

Peccato che per qualcuna di quelle teste ( vuote) sarà tempo sprecato. 

Amen. 

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